Il problema della Continuità Territoriale

La situazione attuale

Non vogliamo che il nostro impegno e la nostra missione vengano fraintesi: non abbiamo secondi fini o ambizioni politiche. Siamo semplicemente cittadini consapevoli che, attraverso questa Associazione, esercitano il diritto- dovere di partecipare in modo positivo alla gestione della Cosa pubblica. Poiché il dialogo e la disponibilità all’ascolto nei confronti dei cittadini costituiscono la sostanza della Democrazia, chiediamo attenzione e d apertura da parte di chi, su nostra delega, amministra, legifera e governa. Ci permetteremo di ricordare ai nostri uomini politici che la finalità primaria di tali importanti funzioni è il perseguimento del bene comune con la totale esclusione di interessi corporativi, di partito o, peggio ancora, personali.

SVEGLIAMOCI! La Sardegna ha sempre dato alla Comunità Nazionale assai più di quanto non abbia ricevuto. Spesso siamo stati vittime di sfruttatori e speculatori che hanno voluto lucrare dei nostri beni economici ed ambientali. Oggi chiediamo che tutto ciò abbia termine e che le nostre bellezze naturali, i nostri prodotti, le nostre professionalità, la nostra ospitalità siano goduti da tutti nel rispetto del diritto del Popolo Sardo ad una vita più serena, meno precaria e più ricca di prospettive per i nostri figli.

 

In Corsica funziona meglio

 

Perché in Corsica funziona meglio che in Sardegna?

Vediamo come funziona in altri paesi con le stesse problematiche;
ad esempio la Corsica:

  1. In Francia lo Stato eroga i fondi  in un’ottica di decentralizzazione e la Regione gestisce la dotazione (ben più elevata di quella a disposizione della Sardegna!) assicurando che essa venga utilizzata per ridurre i costi dei trasporti di persone e merci. – Vedi delibera del 30/05/1995 per la continuità territoriale in Corsica (testo in francese) – Al contrario in Sardegna i fondi vengono erogati dalla Regione che non si preoccupa di verificare il loro effettivo impiego. Talchè i famosi 72 milioni di euro versati alla ex Tirrenia sono sempre stati inglobati nel fallimentare bilancio della compagnia senza che la medesima  abbia avuto l’obbligo  della rendicontazione;
  2. L’entità dei finanziamenti  è clamorosamente diversa  ( il contributo pro capite per gli abitanti della Corsica è circa OTTO VOLTE MAGGIORE  rispetto a quello erogato per i Sardi).  Il paradosso è che, mentre la Sardegna  è sotto indagine da parte dell’Antitrust europea  per  pochi soldi erogati in modo non coerente con le norme UE,  i finanziamenti ben più  sostanziosi ricevuti dalla Corsica sono  perfettamente regolari.
  3. La Corsica, in base alle norme europee effettua degli studi sui flussi di traffico da e per il continente ottenendo un contributo di  oltre 198 milioni di euro  (€ 660 per abitante) mentre la Sardegna non chiarisce su che base faccia dei calcoli che le permettono di  CHIEDERE ( e ovviamente di ottenere) soltanto  130 milioni di euro  (€ 82 per abitante)! Il  che significa che se la Sardegna facesse i conti come li fa la Corsica, otterrebbe UN MILIARDO e 56 milioni di euro! … e sono cifre che fanno riflettere!

Documentazione correlata:

Come risolvere il problema

Per prima cosa dovremo attenerci alle norme europee che obbligano gli stati a finanziare i contributi per la continuità territoriale e quindi comportarci come la Corsica per poter ricevere i contributi adeguati alla densità di abitanti. (aumento del contributo)

In secondo luogo, avendo maggiori fondi dal contributo e al fine di incrementare il flusso turistico, dobbiamo estendere anche ai non residenti le tariffe agevolate che godono del contributo di continuità territoriale.

Partiamo dal presupposto che le compagnie aeree e di navigazione non possono rinunciare alle tariffe di mercato durante l’estate, il periodo in cui fanno cassa, ma dobbiamo anche valutare la possibilità di offrire tariffe più convenienti sia per i residenti, sia per i turisti.

Noi proponiamo una tariffa flessibile. Per i residenti si potrebbe utilizzare la continuità territoriale per tutto l’anno, per i non residenti da maggio a settembre applicare il mercato libero, ma con un tetto massimo che non faccia schizzare i prezzi in modo eccessivo verso l’alto. Da ottobre ad aprile applicare anche ai non residenti le tariffe da continuità territoriale. In questo modo si potrebbe incentivare la presenza di turisti. Le compagnie avrebbero il contributo previsto per finanziare la continuità.

Questa iniziativa è già stata proposta dal Consorzio degli operatori Turistici di Olbia.

Non ci illudiamo che la semplice diminuzione delle tariffe sia sufficiente a provocare un’inversione di tendenza nell’attuale calo dei flussi turistici, anche noi dobbiamo fare la nostra parte:

Dobbiamo effettuare un’analisi dei problemi evidenziati dalla stagione turistica e più in generale dalla situazione della nostra città. Senza pretendere di sostituirci ad alcuno ma nel pieno rispetto  delle competenze  di Amm. Comunale,  Associazioni professionali, ecc.

Noi di Sardegna Svegliamoci intendiamo  stimolare una riflessione  comune che permetta di affrontare in maniera ottimale la prossima stagione turistica.

L’obiettivo finale dovrebbe essere la  elaborazione di un PACCHETTO SARDEGNA da sottoporre ad Operatori, organizzatori turistici ed anche persone fisiche per stimolare ed accrescere le presenze nel nostro territorio.
Il PACCHETTO, in linea con  una prassi consolidata  nel turismo globale, dovrebbe comprendere un’offerta  omnicomprensiva  (viaggio + soggiorno) che dovrà essere competitiva grazie alla contrattazione COLLETTIVA con compagnie aeree e di navigazione, razionalizzazione delle spese, riduzione dei costi.
Alcuni operatori  hanno già intrapreso questa strada  ma è necessaria l’adesione della generalità gli Albergatori, Ristoratori, Agenzie ecc.

Ai fini di quanto precede, sarà indispensabile l’apporto dell’Amministrazione comunale ed il confronto con le categorie professionali.

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